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Sostegno
Associazione SPES
Febbraio 2005
Incontro con il Dott.
Marino Andolina
Essendo ritornato dall'India, desidero riferire dei risultati
della mia missione.
Partito il 10/1 e ritornato il 22/1.
Ho visitato città e villaggi della costa del Tamilnadu
da Madras/Chennai a Thanjavur.
Aspetti sanitari
La salute generale della popolazione ed in particolare di quella
in età pediatrica è risultata migliore dell'atteso.
Sono aumentate le gastoenteriti (potenzilmente pericolose per
la vita dei lattanti) e le malattie respiratorie, ma non in misura
tale da costituire un problema sociale. Non sono comparse a tutt'oggi
le più temute epidemie. Lo stato di nutrizione dei bambini
è eccellente, data la dieta ricca di pesce e vegetali a
basso costo.
Non ho avuto modo di esercitare la mia professione per i motivi
suddetti e sopratutto per la scarsa disponibilità del governo
e della classe medica locale a subire interferenze da professionisti
stranieri. Gli ospedali funzionano bene, compatibilmente col sistema
sanitario indiano, iniquo per gli standard europei.
Qualora desiderassimo instaurare un progetto di cooperazione,
bisognerebbe proporre ufficialmente alle autorità sanitarie
un tale progetto, sottolineando chiaramente le basi egualitarie
della cooperazione. Credo che per proporsi degnamente servano
fondi maggiori di quelli che la SPES può mettere a disposizione.
Se tali fondi esistessero, abbiamo già colleghi pronti
a recarsi a Madras per operare congiuntamente agli indiani (per
es. il dott. DIEMIDIO chirurgo maxillo faciale dell'Istituto).
Aspetti sociali
Il maremoto ha colpito la costa sudorientale indiana in maniera
discontinua e imprevedibile, risparmiando alcuni tratti di costa
e devastando altri. In ogni caso la tragedia si è consumata
entro un ambito di poche centinaia di metri dal bagnasciuga, colpendo
quasi esclusivamente i villaggi di pescatori. La città
di Madras ha sofferto perdite umane tra le persone che passeggiavano
lungo la spiaggia; il paese di Valankanni ha perso 2-3000 pellegrini
cristiani venuti nella locale cattedrale a festeggiare il Natale.
I pescatori già poverissimi hanno perso le capanne in cui
vivevano, tutti i loro averi e le attrezzature per la pesca. Il
governo indiano ha promesso di ripagare la ricostruzione delle
capanne e delle piroghe utilizzate per la pesca; l'impegno economico
pare non eccessivo per un popolo di un miliardo di abitanti. Fino
alla mia partenza non ho visto partire alcuna iniziativa concreta,
ma ho visto i funzionari governativi prendere visione dei problemi.
L'entroterra a poche centinaia di metri dalla riva è rimasto
indenne; sono pertanto indenni tutte le strutture pubbliche.
Noi ci siamo impegnati a fornire ad un villaggio (Chinnakupan)
di pescatori, apparentemente dimenticato dal governo le suppellettili
necessarie per la vita di ogni giorno, incluse le stuoie per dormire
sul pavimenti, fornelli a gasolio, pentole ecc. Anche se il governo
ha consegnato grandi razioni di riso, tale villaggio ne era rimasto
privo e abbiamo provveduto a portarne una tonnellata per i bisogni
più urgenti.
Per tale villaggio, prevedendo un miglioramente della situazione
in tempi brevi abbiamo deciso di investire nel prossimo futuro
in materiale scolastico per i bambini, e inviando per due giorni
alla settimana un maestro a nostre spese.
Nel villaggio di Mamallapuran la parrocchia cattolica locale (padre
Kumar) si occupa di bambini in situazioni di particolare disagio;
la sua scuola (Holy Family) segue centinaia di bambini, ora anche
vittime del maremoto, ed i risultati sono eccezionali. Ho constatato
che i suoi alunni leggono e scrivono in inglese prima dei 4 anni.
Abbiamo provveduto a sostenere finanziariamente con 2000 dollari
questa attività; qualora riuscissimo a raccogliere maggiori
finanziamenti i potrebbe costruire con 15.000 Euro un picolo edificio
per un convitto completo per orfani ed indigenti.
Vicino alla città di Pondicherry, ho collaborato con altri
europei allo smantellamento delle capanne crollate, e ho partecipato
con 1800 dollari all'installazione di un dispositivo per potabilizzare
l'acqua (costo 4000 Euro); la selezione della località
ideale (esiste il problema dell'aumento della salinità
delle falde) e la manutenzione dell'impianto è garantita
da un olandese residente.
Nel convento salesiano di Thanjavur e poi in quello di Madras
ho contattato le suore che già si occupano di bambine delle
classi più povere (paria e cristiani); ho partecipati con
altri all'adozione a distanza di alcune ragazze, sperando di poter
garantire un supporto continuo per il futuro.
L'impressione generale è che in India i religiosi delle
religioni monoteiste siano i più idonei a gestire in maniera
non discriminante gli aiuti.
Diritti dell'uomo
Non ho avuto evidenza di violazioni eclatanti dei diritti umani,
almeno non da parte delle autorità. I pescatori indiani
per tradizione fanno parte delle caste più basse e sono
altamente cristianizzati; per questo sono fatti oggetto di gravi
discrimanzioni da parte degli abitanti dell'entroterra. Recentemente
un corteo funebre di pescatori che portavano una delle loro vittime,
è stato attaccato (anche col lancio di una granata) dagli
abitanti di un villaggio che non voleva essere contaminato dal
passaggio degli intoccabili.
Con una decisione, non condivisa da tutti, il governo ha vietato
ai pescatori ancora in possesso di barche di andare a pescare;
la motivazione sarebbe che con ciò si creerebbero invidie
e pressanti richieste da parte di quelli privi di barche.
Esistono gravi dubbi di passate e attuali violazioni dei diritti
degli abitanti della isole Andamane e Nicobare; non avendo alcun
appoggio logistico in sede ho evitato di andarci. Non dispero
di avere notizie e contatti nei prossimi giorni e quindi di rendere
opportuna una ulteriore missione del dott. Dario Sarto della SPES.
Grato per il sostegno e l'attenzione,
Marino Andolina
Vedi anche:
Cooperazione internazionale: Sostegno
Associazione SPES
Missione Sri Lanka: Relazioni
del Dott. Massimiliano Fanni Canelles
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